24/04/2015 | Posted in:Senza categoria

Australopithecus afarensis è una specie estinta di ominide del genere Australopithecus, vissuto in Africa tra 4 e 3 milioni di anni fa.

La specie fu identificata a seguito di una serie di ritrovamenti di fossili nella regione di Afar in Etiopia.

 

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Lucy

Il 30 novembre 1974, ad Afar (Etiopia),vennero rinvenuti i resti di un esemplare femmina adulta di A. afarensis dell’età apparente di 25 anni, vissuta circa 3,2 milioni di anni fa. La chiamarono Lucy, in onore della canzone Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles, mentre in amarico è nota come Dinqinesh, che significa “Tu sei meravigliosa”. Il suo nome in codice è A.L. 288.

I resti comprendevano il 40% dello scheletro. Particolarmente importanti l’osso pelvico, il femore e la tibia, perché la loro forma lascia pensare che questa specie fosse già bipede.

Era alta 1,07 metri, piuttosto piccola per la sua specie, e pesava probabilmente tra i 29 e i 45 kg. Aveva denti simili a quelli umani, ma il cranio era ancora scimmiesco, con una capacità cranica tra i 375 e i 500 cm3. Morì sulle rive di una palude, probabilmente di sfinimento, e fortunatamente nessun predatore ne sbranò i resti, disperdendone le membra, così che il corpo, sommerso dal fango, nel corso dei millenni si fossilizzò fino a diventare roccia. Dopo milioni di anni il suo scheletro è ritornato alla luce intatto e ci offre una preziosa testimonianza sulla costituzione fisica degli ominidi di quel periodo.

Pur essendo perfettamente adatta alla locomozione bipede, conduceva ancora una vita in parte arboricola. Si pensa che salisse sugli alberi per sfuggire ai predatori e per trascorrere la notte. Era più piccola del maschio. Si pensa che vivesse in un gruppo formato da adulti e giovani. I suoi denti erano adatti a un’alimentazione onnivora, basata sulla raccolta di vegetali e la cattura di insetti e lucertole. Secondo altre fonti, mentre in passato si riteneva che la dieta degli Australopitecini gracili consistesse in parte di carne, anche sulla base dei ritrovamenti di accumuli di ossa, più di recente tali accumuli sono stati attribuiti all’attività di Homo habilis. I loro grandi molari indicano che mangiavano cibi abbastanza duri, probabilmente erba o semi di cereali. Lo spessore dello smalto indica anch’esso che mangiavano cibi duri.

ivm

1 Comment

  1. AlterVista
    05/07/2011

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