Come abbiamo visto dalle definizioni teoriche, il panorama dei servizi di Cloud computing è piuttosto ampio e variegato. Ampia e variegata è anche l’offerta presente sul mercato. Per farci guidare in questo settore, partiamo da un grafico di Gartner che mette a fuoco alcune delle caratteristiche dei principali fornitori di servizi cloud.

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Dalla tabella si può facilmente verificare come ci siano aziende (come Microsoft) che si posizionano sui vari modelli di servizi cloud fornendo infrastrutture, piattaforme e software sia come servizi pubblici, sia come servizi privati, e altre aziende (come Amazon, Google o VMWare) specializzate in uno o due campi della tecnologia.

 

Amazon

Amazon è il leader dei servizi di infrastruttura (IaaS). La sua offerta principale sono gli Amazon Cloud Services, un set di servizi cloud che permettono di costruire un’infrastruttura IT operata attraverso Internet sui server dell’azienda. Il più noto servizio AWS è EC2, la piattaforma di virtualizzazione di computing. I server di Amazon sono distribuiti in nove zone: quattro negli Stati Uniti e poi Brasile, Irlanda, Singapore, Giappone e Australia.

 

Google

Google offre servizi di piattaforma e software cui di recente sono stati aggiunti anche servizi di infrastruttura (in forma di preview). L’offerta è organizzata attorno alla Google Cloud Platform. Il principale servizio della Cloud Platform è Google App Engine, dedicato alla distribuzione di applicazioni. Per l’infrastruttura Google offre un servizio di computing virtualizzato chiamato Google Compute Engine. I servizi software sono invece offerti dalla piattaforma Google Apps. I datacenter sono tredici: sei negli Stati Uniti e poi in Cile, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Finlandia, Belgio e Irlanda.

 

VMWare

VMWare, di proprietà di EMC, è l’azienda che ha fatto della virtualizzazione il suo marchio distintivo ed ha una focalizzazione principale nella distribuzione di software per la costruzione di infrastrutture cloud private. Di recente l’azienda ha cominciato a sviluppare servizi di Cloud ibrido con la soluzione VMware vCloud Hybrid Service. VMWare al momento ha tre datacenter negli Stati Uniti (Las Vegas, Santa Clara e Sterling).

 

Microsoft

Microsoft ha la più completa offerta di servizi cloud che spaziano dai software, all’infrastruttura, alla piattaforma. L’azienda enfatizza il ruolo di vendor basato sul Cloud con il concetto di Cloud OS che guida la progettazione e la distribuzione dei servizi. Le capacità di infrastruttura e piattaforma sono fornite da Windows Azure, mentre l’offerta dei servizi software varia dai servizi di gestione di produttività aziendale come Office 365 o Microsoft Dynamics, ai servizi consumer come la posta elettronica di Outlook.com o i servizi di gaming come Xbox Live. Dal punto di vista dei modelli di distribuzione, Microsoft è in grado di gestire, con Windows Server 2012 e System Center 2012, anche ambienti di Cloud privato e, con l’integrazione dei servizi di Azure, anche Cloud ibrido. Microsoft ha dieci datacenter: quattro negli Stati Uniti, poi Irlanda, Olanda, Singapore, Hong Kong e due in Australia (in costruzione).

 

Microsoft e il Cloud ibrido

Un punto di forza della soluzione Microsoft, assente nei suoi principali concorrenti, è quella di poter fornire soluzioni di Cloud ibrido che permettono di integrare soluzioni cloud all’interno dell’infrastruttura privata già esistente utilizzando un unico software. È un’offerta fortemente verticalizzata, che spazia da soluzioni di semplice backup fino alla gestione di ambienti virtualizzati ibridi distribuiti all’interno dell’azienda e sul Cloud.

Nelle tecnologie cloud Microsoft accentua il concetto di “una piattaforma consistente”, principio che è complementare a quello di Cloud OS. Per implementare un Cloud privato Microsoft si ha bisogno di due soli prodotti: Windows Server e System Center. Se si volesse trasformare una propria infrastruttura privata in un Cloud ibrido basterebbe aggiungere a Windows Server e System Center le funzioni di Windows Azure. L’integrazione è profonda. Le macchine virtuali create con Windows Server 2012 all’interno di un’azienda possono essere distribuite da un datacenter privato ma anche trasferite, in modo trasparente, dal datacenter di Windows Azure e, quando se ne ha la necessità, possono essere riportate all’interno dell’azienda.

Questo è possibile perché nel concetto di Cloud OS che Microsoft ha portato avanti è centrale l’integrazione fra le architetture che si ha all’interno dell’azienda con le architetture che si ha sul Cloud. In altre parole: con il Cloud OS abbiamo un ecosistema che è praticamente identico on premise e sul Cloud e questo offre una serie di vantaggi anche, e forse soprattutto, dal punto di vista della gestione. Per dirne una: il Server Manager di Windows server 2012 permette di gestire anche macchine virtuali su Windows Azure. Il sistema operativo Windows Server 2012 e System Center 2012, il prodotto che gestisce tutta la parte di monitoraggio e gestione, sono a tutti gli effetti utilizzati sia sul Cloud sia on premise. L’integrazione è così profonda che alcuni componenti della famiglia System Center possono addirittura installare dei ruoli direttamente sul Cloud.

L’effetto dell’integrazione si nota anche in uno dei componenti critici di un’infrastruttura informatica, ossia la gestione delle identità e dei permessi. Una delle prime cose che bisogna fare quando si ha un’applicazione sul Cloud è, ovviamente, fornire i permessi di accesso, quindi autenticazione e autorizzazione, agli utenti. Tutto questo sarebbe ingestibile se non si potesse utilizzare, per esempio, gli utenti che sono già presenti on premise. Nel Cloud OS di Microsoft è molto semplice trasferire sul Cloud di Windows Azure una propria macchina che agisce come domain controller, o creare direttamente un server sul Cloud e replicare in esso i propri servizi di Active Directory. Tutto ciò avviene attraverso pannelli di controllo consistenti e processi di interconnessione già integrati.

È, appunto, “una piattaforma consistente” che opera nello stesso modo, sia nella piccola azienda che si basa sulla virtualizzazione, sia nel datacenter dell’azienda media o grande, sia nel Cloud.